24/10/2009
GIANLUCA SOLLAZZO Si apre con la performance del coro d'istituto sulle note dell'Inno di Mameli la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico andata in scena ieri al liceo classico Torquato Tasso. Una festa d'istituto in grande stile, con studenti vestiti di tutto punto, docenti e famiglie che hanno riempito la gremita aula magna dello storico liceo salernitano. Al suggestivo momento celebrativo partecipa un parterre de roi composto dal presidente della commissione Cultura della Camera dei deputati, l'onorevole Valentina Aprea, dal presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, dal questore Vincenzo Roca e dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Gregorio De Marco. A ricoprire il ruolo di cerimoniere il preside del Tasso, Salvatore Carfagna, al primo anno da dirigente dello storico liceo salernitano. Il neo preside, rivolgendosi al presidente della Provincia, Cirielli, chiede subito un «impegno importante» per il liceo Tasso che è un «gioiello e che non può versare in condizioni non decorose - dice - la scuola all'esterno è bella ma all'interno necessita di interventi a livello strutturale nelle aule». Carfagna incassa le puntuali rassicurazioni del presidente Cirielli. «Il Tasso rappresenta nella nostra provincia una eccellenza identitaria - dichiara Cirielli - ma bisogna riconoscere che non può vantare una condizione strutturale dignitosa, motivo per cui mi sento di garantire quote sostanziose per l'edilizia del liceo Tasso come per gli altri istituti della provincia». La presenza dell'onorevole Valentina Aprea ha rappresentato una importante occasione per affrontare lo spinoso tema della riforma della scuola decisa dal Governo. Forte della sua esperienza quasi ventennale da parlamentare e della sua conoscenza del sistema scolastico, Aprea non ha esitato a parlare di «emergenza educativa che affligge il sistema scolastico». «Le vecchie impostazioni di scuola non vanno più bene, il Governo Berlusconi ha adottato misure coraggiose che intendono privilegiare la scolarizzazione di massa», esordisce nel suo intervento l'Aprea che ripercorre in poco meno di mezzora la storia della scuola italiana a partire dai primi anni della Repubblica. «Si è determinata l'emergenza educativa - spiega - nel momento in cui alla qualità della scuola si è anteposta la quantità, smettendo di valutare le prestazioni dei docenti in base alla competenza e soffermandosi solo sulla esperienza e l'anzianità, perciò sono nate le illusioni delle graduatorie permanenti e la palude del precariato». Le parole del presidente della Commissione Cultura non vanno giù a una decina di docenti precari salernitani presenti alla manifestazioni che provano a far sentire la loro voce di dissenso. «Fate capire dove stiamo andando a finire», gridano i docenti ribelli armati di volantini che vengono subito redarguiti dalle forze dell'ordine. In un secondo momento quattro insegnanti sono stati anche identificati. Poi la situazione ritorna alla normalità. «Non è tempo di atteggiamenti nostalgici, la ricreazione è finita - afferma l'onorevole Aprea - non possiamo più permetterci modelli scolastici dilatati e saturi con tanti docenti, piuttosto bisogna investire sui docenti, sulla loro preparazione». Le fa eco in chiusura il pensiero del preside Carfagna. «La scuola deve essere seria e giustamente selettiva - dichiara - e al contempo dinamica rispetto ai cambiamenti della società, motivo per cui - conclude - il Tasso è chiamato ad aprirsi alle nuove tecnologie, allo studio della lingua e alle sperimentazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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