La Gazzetta del Sud del 26-08-2010
Atto stragiudiziale a tutela dei disabili del nostro territorio
MESSINA. I posti di lavoro in meno in un settore delicato come quello dell'insegnamento ai disabili sono inaccettabili. Mortificano l'attività svolta da anni a vantaggio di soggetti in particolari difficoltà.
La sezione messinese del Sindacato famiglie italiane diverse abilità (Sfida) è passata alle maniere forti. Ha presentato un atto stragiudiziale di diffida all'Ufficio scolastico regionale di Palermo.
Nel documento, il segretario provinciale pro-tempore, Maria Vitale Merlo, premette che l'organico di diritto per il 2010-2011 prevede, nella Provincia di Messina, l'assegnazione di 1160 insegnanti di sostegno a fronte di 2128 alunni diversamente abili, di cui 998 con connotazione di particolare gravità. Laddove l'Ufficio scolastico peloritano ha chiesto a quello regionale 380 posti in deroga, in aggiunta ai 1160, Palermo ne ha concessi solo 200. Per il sindacato ciò «costituisce un comportamento antigiuridico gravemente lesivo dei diritti dei soggetti diversamente abili», perché in contrasto con una circolare del ministero dell'Istruzione che dà mandato all'Ufficio scolastico regionale di attivare ulteriori posti in deroga. La Merlo aggiunge che la legge 5 febbraio 1992 n.104 offre la possibilità di assumere a tempo indeterminato e determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni, in presenza di handicap gravi. Il sindacato, poi, rimarca che una sentenza della Consulta dello scorso febbraio ha abrogato la disposizione che fissava il tetto massimo di posti di sostegno attivabili in organico di fatto a livello nazionale, nonché la norma relativa al graduale raggiungimento del rapporto nazionale di un docente ogni due alunni disabili.
Il sindacato Sfida, pertanto, diffida il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano, affinché attivi nell'immediato i posti in deroga, per garantire il riconoscimento di diritti inviolabili come quello allo studio. In caso di mancate risposte, è pronto a rivolgersi alle sedi giudiziarie competenti e ad inoltrare un esposto alla Procura della Repubblica.(r.d.)
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